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CAGLINI - CURRA

CAGLINI Camillo “Vernacolo e quartieri di Ancona” in Folklore e dialetto  nella cultura italiana contemporanea 1977 (Atti del convegno Ancona 30-31/10/76) (Istituto Marchigiano Accademia di Scienze Lettere e Arti, Ancona) pp. 71-82. 

CAMILLONI Maria Teresa “Veragra” “Ottrano” in Filippi Mario – Piccinini Gilberto (a cura di) 1990 pp. 43-45.
Origini di Filottrano
 e del suo nome.
Veragra antica colonia romana posta nel territorio di Filottrano, il cui nome si ritiene di origine gallica, designava la  zona del Piceno occupata dai Galli Veragri, forti cacciatori (ver=super, agra=caccia).
Ottrano dagli Ottrani di Sabina, di nazionalità longobarda.

CAPOGROSSI COLOGNESI Luigi 1936 Lapazi pp. 39 (Tipografia Editrice Flori, Jesi) ( BC Cupra Montana 5864)
(I) Versi in dialetto
 marchigiano – Vernacolo  di Cupra Montana
“U frate cercatore” – “Do a troi mejo?” – “U rospo” – “Girella” – “Quanno è friddu” – “A porchetta” – “U maldicente”    “A namicu” – “L’innocenza” – “Il tantum ergo de Terè” – “A vedova ‘ddolorata” – “L’eroe”- “A Roma” – “A madre bona” – “L’esame” – “Preghiera de na madre”.
Maccheronici
“Attenti ai titoli” – “L’azzeccagarbugli” – “Prima e dopo” – “Il buon uomo” – “L’amica devota” – “L’avvocato mignatta” – “A certi cristiani” – “Non si conoscono” – “Dalla spiaggia di Falconara”.
 

CARDINI Franco (a cura di) 1994 Federico II di Svevia Stupor Mundi pp. 256 (Banca Popolare di Ancona, Jesi) (BCJ)
Contributo alla discussione scientifica con approccio critico sulla vita e le opere di Federico II di Svevia.
(I) Il regno di Sicilia: dai Normanni agli Svevi.
La nascita a Jesi  tra storia e leggenda.
L’impero, il papato, i comuni.
L’Islam e Federico II in Terrasanta.
Il fondatore dell’Università di Napoli.
La scuola salernitana e l medicina.
Federico filosofo e naturalista.
“Ars instrumentum regni” L’idea imperiale e l’arte di Federico II.
Architettura  Federiciana in Italia.
Araldica e storiografia Federiciane.
 (Illustrazioni e foto).

CASTAGNARI Giancarlo “La carta” in Anselmi Sergio (a cura di) 1982 pp. 101-103.
L’introduzione nelle Marche e le alterne vicende della fabbricazione della carta  dal XII secolo alla produzione industriale  odierna.

CASTAGNARI Giancarlo (a cura di) 1986 La città della carta – Ambiente società cultura nella storia di Fabriano   pp. 477 (Comune di Fabriano) (BC Monsano 3554)
(I) Analisi e storia dell’ambiente.
Agricoltura  e civiltà contadina.
Dall’impresa artigiana all’industrializzazione: inizi della società comunale; organizzazione corporativa delle Arti; arte e commercio  della carta; i secoli del declino economico; prospettive di sviluppo fra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento; Economia  industria le e classe operaia dopo l’unità.
Statuti  e ordinamenti comunali.
La vita religiosa.
La pittura  dal XIII al XVIII secolo.

CASTELLANI Leandro 1973 Proverbi  marchigiani pp. 205 (Aldo Martello Editore, Milano) (BCJ Marche 1 E 192) [505]
<<Il proverbio è stato per molto tempo la ”teoria del popolo” specialmente dei contadini abituati per tradizione a servirsi di esempi concreti per esprimere criteri di comportamento… Oscillazione fra scetticismo e saggezza>>.
(I) L’uomo, la famiglia , la casa: bellezza, donna, amore, matrimonio, parenti, figli, educazione, vecchiaia , morte , economia domestica, casa.
La società:
l’interesse (quattrini, commercio
, mercanti , mestieri , gioco );
le parole (pettegolezzi, calunnie, giuramenti
, reputazione, invidia);
le ingiustizie sociali (potenti e poveri, fame, vizi e delinquenti);
le regole di condotta (rapporti sociali, amicizia);
la religione
 (chiesa, preti, frati);
i luoghi.
La scienza popolare:
meteorologia , calendario  delle stagioni  e dei lavori agricoli ,
agricoltura , contadini, animali , igiene, salute, medicina , tavola, cucina, cibi , vino, presagi, credenze , superstizioni .
(Disegni). 

CASTELLANI Luigi 1889 Scritti di Luigi Castellani pubblicati da Nazzareno Angeletti pp. 211 (Tip. S. Lapi, Città di Castello) (BCJ Marche 1 C 19) [511]
(I) Tradizioni popolari pp. 163-211
Dialetti marchigiani in genere – Fiabe , leggende  e credenze popolari – Proverbi .
Canti  popolari: la lirica , l’epica .
Brevi saggi lirici: canti  amorosi, canti della sera, canti del mezzogiorno, dispetti.
Brevi saggi epici: “La Cecilia” –“La donna lombarda” – “Mariannì” –“La lucciola”.
Un canto e una leggenda delle Marche: “Il canto della fenestrella” – “S. Pietro
 e il prosciutto”.
 

CASTELLI Alighiero (diretto da) 1979 Vita popolare marchigiana 19 marzo 1896 – 15 novembre 1896 (periodico settimanale) pp.204 (A. Forni Editore, Sala Bolognese) (BC Cupra Montana Marche 1, 7) 
(I) Canti  narrativi religiosi
Canti  popolari
Novelline: “Pomo e Moro” – “La ragazza perseguitata” – “I figli del re” – “L’uomo dentro il sacco” – “Il vecchio che va elemosinando il prete ed il servitore”..
Usi e superstizioni
Spigolature – Proverbi  – Cronaca
Bozzetti marchigiani
Conversazioni dialettali
Feste .

CATOLFI Anna “L’agricoltura , la casa rurale” in Giulioni Luciano, Magliola Paola, Stizza Mario (a cura di) 1992 pp. 34-55
La diffusione delle case  coloniche nella campagna marchigiana.
Forme e funzioni della casa contadina.
 

CECCARELLI Riccardo 1984 Il gioco della ruzzola : note di storia e di folklore pp. 24 (Moie) (BCJ Marche 2 B 431)  
“Breve storia del gioco  della ruzzola, divertimento semplice e popolare che ha nel lancio del disco il suo nobile antenato”.  

CECCARELLI Riccardo “Il mondo di Bartolini nella sua Cupra Montana ” in Apa Mariano (a cura di) 1995 pp. 119-128
La vita di Luigi  Bartolini fanciullo e adolescente nella sua città natale.

CECCARELLI Riccardo 1997 La sagra dell’uva  di Cupra Montana  pp. 271 (Conerografica, Camerano) (BC Cupra Montana 6120)
Libro-documento
Fotocronaca di testimonianze dirette di settant’anni di storia della sagra dell’Uva  dal 1928 ad oggi.

CENNI Bruno “Folklore di una comunità: festa di S. Antonio  ad Isola di Fossara” in Folklore e dialetto  nella cultura italiana contemporanea 1977 (Atti del convegno Ancona 30-31/10/76) (Istituto Marchigiano Accademia di Scienze Lettere e Arti, Ancona) pp. 293-300.

CIAVARINI DONI Ivo 1874 Le Marche e i Marchigiani pp. 55  (Tipografia del Commercio, Ancona) (BCJ Marche 2 B 160) [606]
(I) La “Volkerpsychologie” e la sua importanza (scienza dell’animo dei popoli o psicologia ).
Difficoltà di studiare l’indole dei popoli.
Si determina la regione marchigiana.
Il dialetto.
Cenno della storia delle Marche.
Qualità principali dei Marchigiani.
Della temperanza nelle cose religiose.
Della boria nazionale e dell’autonomia.
Dei sentimenti politici.
La istruzione  e la educazione nelle Marche.
Alcune statistiche – Cenno dei suicidi e delle pazzie.
Della soverchia modestia e dell’indifferenza.
Difetto d’industria e di previdenza.

CIAVARINI DONI Ivo 1883 Proverbi marchigiani pp. 246 (Stab. Tip. Del Commercio, Ancona) ( B AN Marche MOD. 582) [607]  
(I) Proverbi  religiosi - Carità e beneficenza - Regole morali, virtù e vizi – Prudenza, senno, coraggio.
Economia  - Cibi , bevande  – Giuochi .
Governo, regni - Nazioni, città, castelli.
Amor e, passioni - Donne, matrimonio  - Parenti, famiglia .
Fortuna, necessità - Beni, ricchezze.
Mali, medicine, pazzia - Morte , fine delle cose.
Bellezza, gusto, abitudini - Forme del corpo.
Arti, mestieri , lavoro - Agricoltura  – Animali  - Stagioni , tempo.
Frasi e modi proverbiali

CINTI Vitaliano 1982 Vivere a Jesi  nell’Ottocento pp. 368 (Banca Popolare di Ancona) (BCJ)
La città e la sua espansione dalla fine del Settecento alla fine dell’Ottocento.
La vita religiosa – La giustizia – La sanità – L’amministrazione –
Il teatro  della Concordia dalla costruzione nel 1790 fino al 1883 (poi diventato teatro Pergolesi).
Il teatro del Leone.
I divertimenti : la tombola; il gioco  del pallone in piazza del Duomo; la caccia  al bove o steccato;  le corse  dei cavalli; giochi d’azzardo nei caffè e nelle case (proibiti ma tollerati); le boccett e; la ruzzola  e il formaggio.
Feste  e fiere : feste patriottiche organizzate dai francesi e da cittadini jesini; anniversari della rivoluzione e dell’incoronazione di Napoleone; dopo il 1815 feste di liberazione soprattutto in concomitanza con la festa  del patrono San Settimio; feste  carnevalesche; feste  di beneficenza; fiere  del bestiame; fiere dei bozzoli.
Gli artigiani: i canapini.
Operai  e commercianti.
La campagna.
Osterie e locande.
Arriva il treno – Il servizio postale.
La scuola : dalla penna d’oca della fine del Settecento alla macchina da scrivere (primi del Novecento).

COPPARONI Ippolito 1870 Memoria delle feste carnevale sche pp. 15 (Tipografia Flori, Jesi) (BCJ Marche 2C 409)
Dalle feste  saturnali degli antichi romani, in cui per sette giorni dal sedici al ventitré dicembre erano permessi tutti i generi di divertimento, tramandate di generazione in generazione hanno preso forma i moderni costumi del carnevale , occasione di balli in maschera, giochi e conviti ….
Descrizione delle maschere  e dei cortei con carrozze e carri con relativa premiazione finale alla sera del martedì ultimo giorno di carnevale.

CORTELAZZO Manlio “Dialetto in Italia negli anni 80” in Folklore e dialetto  nella cultura italiana contemporanea 1977 (Atti del convegno Ancona 30-31/10/76) (Istituto Marchigiano Accademia di Scienze Lettere e Arti, Ancona) pp. 53-66.

COTTINI PETRUCCI, Valeria – MARIOTTI, Luciana (a cura di) 1998 “Le feste giocate – La presenza dei bambini nelle feste del ciclo dell’anno ” pp. 207  (Banca Popolare di Ancona, Jesi)
Studio sulle feste popolari con particolare attenzione a quelle in cui i bambini ne sono i veri protagonisti. La loro presenza nelle feste dà spunto a diverse interpretazioni: l’adulto ponendo il bambino in primo piano vuole abituarlo alla cerimonia assicurando così la continuità della tradizione; per il bambino si tratta di un momento ludico, per l’adulto un mezzo per propiziargli la divinità, quando le celebrazioni sono religiose, per avvicinarlo ai grandi e alle autorità, quando le manifestazioni sono civili, per farlo sentire importante e fargli apprendere i codici che regolano le varie fasi della ritualità.

CROCIONI Giovanni 1914 Le Marche: letteratura, arte e storia pp. 562 (Casa Ed. S. Lapi, Città di Castello) (B Senigallia Fon.Mar. 19/20 33) [719]
(I) Le origini della letteratura.
Documenti in volgare .
Il trecento – Il Rinascimento – La decadenza – Il rinnovamento – Il risorgimento  Letteratura contemporanea.
Appendice I - Dialetto  e folklore
Dialetto
Letteratura  dialettale: “Una visita all’ospedale” (Nardini) – “La risposta della ragazza” (Conti) – “Chi becca becca” (Grimaldi) – “L’amore de la madre” (Passarini) – “Alla sposa” (Scandali) – “El dutor Petreli” (Giangiacomi) – “Tradita” (Spada) – “Madre amurosa” (Costantini) – “Idee che se ‘ngontra” (Capogrossi-Colognesi) – “Io pénso a te” (Bonci) – “‘Na virtù d’i Marchigiani” (Magagnini) – “Lo studente” (Felicetti) – “‘L sasso del diàolo” (Crocioni) – “Dinanzi alla statua di G. Leopardi” (Mazzagalli) – “Povertà” (Affede) – “La ricchezza mobile” (Mancioli)…
Folklore
“Il Guerin Meschino alla grotta  della Sibilla   - Canti  popolari.
Appendice II -  Fatti dell’età antica e d’indole generale.

CROCIONI Giovanni 1928 Problemi fondamentali del folklore pp. 159 (Nuova Zanichelli, Bologna) (BAN  Marche 29 G 90)
Folklore e riforma “Gentile”.
Folklore nella scuola  – Comprensione del folklore.
Il vocabolo folklore – Utilità dello studio del folklore.
Folklore e nazionalità – Nuove mete del folklore.
Il folklore e il D’Annunzio.
 

CROCIONI Giovanni 1934 La poesia dialettale marchigiana I volume pp. 212  (Stab. Artigrafiche Gentile, Fabriano)  (BCJ Marche 1 E 49/1)
Diffusione della poesia  dialettale nella Marche - Varietà e ricchezza dei vernacoli marchigiani
Vicende varie della poesia dialettale marchigiana:
inizi, sviluppo e fioritura della poesia dialettale;
centri nei quali prosperò dagli inizi ad oggi;
giornali  dialettali e semidialettali; cultori della poesia, di tutte le classi sociali;
il sorgere della poesia dialettale, poesia  volgare, popolareggiante e popolare;
i componimenti  rimasti sino al 1800; componimenti drammatici.
I poeti dell’ottocento e del novecento: i poeti del risorgimento;
poeti della città di e provincia di Ancona , Macerata , Ascoli  Piceno e Pesaro .
Rapporti tra la poesia  dialettale marchigiana e quella della restante Italia centrale.
Motivi di poesia – Satira  e scherzo – Sentimento e sentimentalità – Canzoni e canzone tte.
Poesia  politica – Usi, credenze , superstizioni  – Metri – Favole .
Componimenti  narrativi  – Componimenti drammatici – Funzione della poesia dialettale.
Testi dialettali: Sonetti cingolani – Ottave (mattinate  e varianti) – Intermezzo contadinesco buffo – Dialogo fra due contadini.

CROCIONI Giovanni 1936 La poesia dialettale marchigiana II volume pp. 178 (Stab. Artigrafiche Gentile, Fabriano) (BCJ Marche 1 E 49/2)
Rime  dialettali da Ancona  a Ascoli  Piceno
Rime dialettali da Ancona a Pesaro  – Rime sul fascismo
Vocabolari , lessic i e grammati ch e dei dialetti marchigiani
Lessico delle parole e delle forme più notevoli.

CROCIONI Giovanni 1948 Il  Leopardi  e  le  tradizioni popolari pp. 341 (Casa Ed. A. Corticelli, Milano) (B AN Marche 29 G 100) [731]
<<Leopardi può essere considerato cultore delle tradizioni popolari in quanto appassionato di filologia  e perché nel pastore, nel contadino, nell’artigiano e nel fanciullo ha sempre ricercati gli “effetti naturali” che non avrebbe più ritrovati nell’uomo civile “snaturato” dall’educazione >>.
Costumi.
Superstizioni  (saggio sopra gli errori popolari degli antichi) – Pregiudizi  e credenze .
Arte  – Letteratura  – Lingua –  Dialetto  – Tradizioni e poesia. 

CROCIONI Giovanni 1951 La gente marchigiana nelle sue tradizioni pp. 351 (Edizioni Corticelli, Milano) (BCJ Marche 1 D 123) [736]
Notizie generali, aspetti della regione.
I costumi popolari:
costumi in genere e la famiglia , m e infanzia , amori  e nozze  (Ritrosia della sposa - Banchetto  nuziale - Distacco della sposa dalla famiglia);
usi funerari, feste  e costumanze religiose (Natale  – Capodanno  – Epifania   o Pasquella  – Candelora  - Quaresima  e settimana Santa – Pasqua  – Ascensione  - feste  dei patroni - la Venuta  -  le processioni);
usanze dell’agricoltura  (leggende  – vendemmia  - lavori domestici in famiglia);
fiere , maggiolate e altre usanze affini (i mesi dell’anno – Pasquelle - il lardello - caccià marzo  - il canto della passione - maggi e maggiolate - albero  della cuccagna);
feste e costumanze speciali (lo scaccio alla pica - il cavallo di fuoco  - il  giuoco o  ballo  dell’insegna - le canestrelle e le cove - la processione delle rocche);
divertimenti  e giuochi  (carnevale – balli - giuochi e passatempi);
cibi  (dolci  casarecci)  e bevande ;
soprannomi , ingiurie  e saluti .
Superstizioni  e pregiudizi  popolari:
pronostici  e presagi, mezzi preventivi e protettivi per allontanare il male e propiziarsi l’avvenire (amuleti  - pratiche varie - tatuaggi );
esseri immaginari cagioni di mali (mazzamurelli - abbatello e tesor o nascosto – spiriti  – incubi - il garbino, il caronte e lo sciò - le streghe  - il lupo mannaro  - il diavolo );
rimedi contro mali e danni subiti (il sale - le donne che hanno la virtù e gli stregoni - il libro del comando - la palla simpatica);
leggende : “La Sibilla  Appennina”- “Guerin Meschino e la saga del Tannhauser”- “Il lago e il monte di Pilato ”- “La patria di Giuda”.
Letteratura  popolare:
poesia  in volgare dalle origini, poesia  popolareggiante, poesia dialettale, poeti popolari, rispetti e stornelli (serenate – mattinate – partenze – lontananze – saluti  – lettere - veglie – balli – innamorati – dispetti – scherzi  – brindisi  - canzone  rovescia – canti lene –scioglilingua  - giuochi  di parole); proverbi , leggende (figure immaginarie di leggende: “Mastro Marino” – “Il grillo medico” – “Campriano”);
leggende  sacre: “La Venuta” – “Il crocifisso di Sirolo”, storie  di Santi;
forme drammatiche, forme scherzose e burlesche.
Arte  popolare:
architettura , disegno , scultura , oreficeria , musica  e danza , strumenti musicali, ceramica , vestiti , merletti  e ricami , tessuti  e tappeti .
Lingua  e dialetto : lingua parlata, dialetti. (Disegni).
 

CROCIONI Giovanni 1953 Bibliografia  delle tradizioni popolari marchigiane pp.219 (Olschki, Firenze) (BCJ Marche 1 E 84) [739]
(I) Ripartizione del folklore:
1)Scritti di carattere generale e complessivi
2)Morale o dei costumi
3)Scienza e tecnica – Superstizione
4)Letteratura
5)Volgare  e dialetto

CROCIONI Giovanni 1954 Folklore e letteratura pp. 110 (Olschki, Firenze) (B Senigallia Fon.Mar. 25/26 27)
(I) Rapporti fra la letteratura  nazionale e le cinque sezioni del folclore:
Letteratura  popolare e letteratura aulica.
Usi e costumi nella letteratura.
Superstizioni  e pregiudizi  nella letteratura.
Arte  popolare nella letteratura.
Parlate popolari nella letteratura.

CROCIONI Giovanni 1970 Le tradizioni popolari nella letteratura italiana (a cura di Giuseppe Anceschi) pp. 461 (Olschki, Firenze)  (B AN  Marche 39 F 12) [740]
(I) Precursori e antesignani del folclore
Cronache , storie , autobiografie, diari
Novella e romanzo – La drammatica – Oratoria sacra – Trattati – La lirica
Poesia  narrativa – Poesia realistica dei primi secoli – Poesia didascalica
Poesia  pastorale, bucolica e idilliaca – Poesia rusticana – Poesia satirica
Letteratura  dialettale – Poesia  maccheronica e gioco sa – Poesia ditirambica.
 

 CURRA Agata 1982 Marche: i canti, le fiabe , le feste nella tradizione popolare pp. 127 (Lato Side Editori, Roma) (BC Osimo Marche B 17)
Canti  di questua:
“Passione delle anime sante” – “La Pasquella” – “Scacciamarzo ” – “Passione delle ore”  – “Primanova” – “Cantamaggio” – “Canto del prosciutto”.
Pellegrinagg io alla Madonna di Loreto : La leggenda – I miracoli .
Balli contadini:
Saltarello  – Castellana .
Fiabe  e leggende
L’animale magico: “Storie di gatti e di magia” – “Il capretto stregato” – “La favola della Bella Briana” – “El fijo de l’Orco” – “Lu ràgunu malidittu da la Madonna”.
L’eroe buffone: “Pimpo” – “‘N groria Frà Gioanne” – “Mangheno, Tangheno e Ciuffolo ‘n Caniestro” – “San Pietro
 e la coratella dell’agnellu” – “La pietra de San Pietro”.